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03 Maggio 2017

La CO2 supera la soglia record di 410 ppm

Riduzione emissioni C02

Il Mauna Loa Observatory ha registrato una presenza record di CO2 nell’atmosfera, rilevando per la prima volta una lettura superiore a 410 ppm

Il Mauna Loa Observatory, la più antica stazione di rilevamento di anidride carbonica al mondo, ha registrato una presenza record di CO2 nell’atmosfera, rilevando per la prima volta una lettura superiore a 410 parti per milione.

Un record negativo che la Terra non vedeva da milioni di anni e che conferma l’azione nociva delle attività umane sull’atmosfera.

Il dato era stato anticipato all’inizio di quest’anno dall’allarme lanciato dal Met Office: gli scienziati britannici avevano non solo previsto il superamento delle 410 ppm, ma avevano anche ipotizzato che il dato diventasse la nostra nuova normalità a partire da maggio 2017.

Inoltre, secondo la NASA, il biossido di carbonio in atmosfera sta aumentando 100 volte più velocemente rispetto alla fine dell’ultima era glaciale. “Si tratta di un vero e proprio shock per l’atmosfera”, ha spiegato lo scorso mese Pieter Tans della National Oceanic and Atmospheric Association.

Il record, stabilito peraltro nell’anno più caldo della storia, è pericolosamente a quello che gli scienziati chiamano punto di non ritorno: i 450 ppm, che, se superato, porterebbe il riscaldamento della Terra oltre i 2 gradi. La difficoltà è già evidente nell’incapacità di mantenere la temperatura sotto il grado e mezzo: la storia indica un crescendo costante, a partire dalla rivoluzione industriale, fino ad oggi.

Nel 1780 i livelli di CO2 erano di appena 280 ppm. Nel 1958, quando l’osservatorio di Mauna Loa iniziò a registrare le prime letture, la cifra era già a circa 315 ppm. Da allora al settembre dello scorso anno, quando il mondo ha superato definitivamente la soglia simbolo di 400 ppm, sono passati appena 59 anni.

L’impegno climatico stretto con l’Accordo di Parigi dovrebbe almeno in teoria evitare di raggiungere picchi incontrollabili, ma ci vorrà ancora tempo per dissipare le attuali concentrazioni. Il tasso di aumento della CO2 diminuirà quando le emissioni caleranno, ma “l’anidride carbonica continuerà a crescere, solo più lentamente”, ha aggiunto Tans.